Lo spread Btp/Bund chiude invariato a quota 280,11 punti base, dopo le tensioni dei giorni scorsi che avevano visto il differenziale tornare sopra i 290 pb. A pesare su questo sono i timori degli investitori internazionali sia sul rapporto dell’Italia con l’Ue in tema di deficit/Pil, sia sulla tenuta del governo dopo le elezioni europee del 26 maggio. I rischi per il nostro Paese non sembrano, dunque, destinati a diminuire: in un tale contesto di incertezza, i Btp continueranno a fare peggio degli altri bond sovrani europei, correndo il rischio di andare incontro a nuovi balzi nei tassi d’interesse. Al momento, il rendimento del decennale italiano tratta al 2,663%, mentre quello del Bund tedesco è pari al -0,104%. Quest’ultimo dovrebbe mantenersi nei pressi dei minimi del 2019, con gli investitori che rimangono cauti in attesa dei dati sugli indici Pmi, i quali saranno diffusi la prossima settimana. Sul fronte macro, si conferma l’accelerazione dell’inflazione nell’area euro, che ad aprile è risalita all’1,7% dall’1,4% di marzo. Il maggior contributo al rafforzamento generale della crescita dei prezzi sui beni al consumo è arrivato dai servizi (+0,86%). Per quanto concerne lo scontro sui dazi tra Usa e Cina, il ministero del Commercio Cinese ha dichiarato di non avere piani per la ripresa dei colloqui con Washington: il percorso futuro delle trattative commerciali è quantomai incerto e a farne le spese sono soprattutto i mercati. A complicare un quadro globale già precario, arrivano notizie negative anche da Londra, dove il leader del partito laburista Jeremy Corbyn ha annunciato che i colloqui con il partito conservatore si sono chiusi senza trovare un accordo di compromesso sulla Brexit.