Spread in contrazione (-5,18 punti) nonostante il netto crollo dell’attività manifatturiera in Italia, ai minimi dal 1997. A causa delle misure restrittive imposte, che dovrebbero almeno in parte terminare oggi, l’indice manifatturiero è crollato a 31,1 punti ad Aprile rispetto ai 40,3 relativi al mese di Marzo.
Sembra comunque reggere il mercato obbligazionario italiano, anche se l’orizzonte di lungo termine resta preoccupante secondo molti analisti, essendo previsto entro l’anno un grado di indebitamento notevolmente alto (160% circa) rispetto al già elevato 135% registrato a fine 2019.
Questo potrebbe creare problemi in termini di solvibilità nel medio-lungo periodo, anche se, almeno nel breve termine, la BCE sembra propensa a garantire la sicurezza monetaria del paese.
La scelta di non estendere il QE oltre i 750 miliardi previsti evidenzia però un approccio reattivo più che proattivo e potrebbe comportare nel mentre un’ulteriore ondata di volatilità sui mercati, in attesa che da Francoforte giungano nuovi provvedimenti sul da farsi.
Sarà una settimana decisamente movimentata sul fronte obbligazionario: domani la Corte Costituzionale tedesca si esprimerà a proposito del QE. Un verdetto negativo potrebbe avere forti ripercussioni sia sul Pandemic Emergency Programme sia sullo spread, ora moderatamente elevato ma che potrebbe ulteriormente salire qualora l’Italia non dovesse più avere la protezione tedesca necessaria per l’acquisto quotidiano di BTP.
L’altro appuntamento significativo è fissato per venerdì 8 Maggio, quando Moody’s e Dbrs si esprimeranno sul grado di affidabilità dell’Italia, dopo che Fitch la scorsa settimana ha declassato il giudizio a BBB-, ultimo livello prima della categoria “junk”.