Secondario italiano leggermente negativo, questo giovedì, con spread e rendimenti decennali che restano poco oltre i minimi da circa un anno toccati un paio di settimane fa. Il Btp a dieci anni rende l’1,781%, in rialzo dall’1,765% della chiusura di ieri; il rendimento del Bund decennale è pari allo 0,347%, sostanzialmente in linea con lo 0,349% del dato precedente. Lo spread Btp/Bund è in lieve espansione a 142,59 punti base dai 141 del finale di seduta di ieri. Dalle minute del consiglio Bce dello scorso ottobre pubblicate oggi è emersa una divergenza di pareri tra i membri del board riguardo all’annuncio di una data precisa per il termine del QE. Il resoconto evidenzia che Draghi potrebbe essere andato oltre quanto concordato dai membri del Direttivo, affermando nella conferenza stampa dopo l'ultimo meeting che il programma di acquisto titoli sarebbe probabilmente proseguito anche oltre settembre 2018; ogni eventuale proposta di estensione dell’alleggerimento quantitativo troverebbe opposizione anche se non venisse raggiunto nei prossimi anni il target di inflazione del 2%. Nel frattempo la crescita economica della zona euro continua ad accelerare: il Pmi composito dell’Eurozona si è attestato a 57,5 punti, oltre i 56 di ottobre e del consenus, toccando un massimo da aprile 2011. Quello manifatturiero ha fatto segnare 60 punti, superiore ai 58,5 del mese scorso e ai 58,3 delle attese, registrando un record da aprile 2000. Seduta comunque relativamente tranquilla per l’obbligazionario per via della chiusura dei mercati giapponesi e statunitensi per festività. Sul fronte del mercato primario, ieri il Tesoro ha annunciato che lunedì collocherà fino a 2mld di Ctz ottobre 2019 mentre è stata cancellata l’offerta di Btpei, come da attese. (riproduzione riservata)