Secondario italiano ancora debole, questo mercoledì, in linea con il resto del comparto europeo, nell’ultima seduta dell’anno in cui la Bce acquisterà asset, caratterizzata da persistente volatilità e scarsa liquidità. Il rendimento del Btp decennale si attesta all’1,937%, in rialzo dall’1,913% della chiusura di ieri, ai massimi da fine ottobre. Il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,404%, in aumento dallo 0,379% dell’ultima seduta, al massimo da circa un mese. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale viaggia in espansione a 153,25 punti base da 151,60 della lettura precedente, sui massimi da fine ottobre. Il selloff di ieri ha generato una forte correzione sia sulla carta italiana che su quella tedesca la cui causa è da ricercare nell’imminente stop agli acquisti di Francoforte tra il 21 e il 29 dicembre e nei volumi sottili. L’Italia soffre maggiormente a causa del debito elevato e del fatto che più di altri Paesi beneficia del QE. Gli esperti raccomandano cautela sull’obbligazionario, anche se si aspettano un rimbalzo per la prossima settimana. Per quanto riguarda gli altri periferici, stabili i bond portoghesi, che beneficiano ancora dell’upgrade di Fitch, e i titoli spagnoli, nonostante l’incertezza politica relativa alle elezioni regionali catalane: secondo gli ultimi sondaggi, nessuno dei due schieramenti riuscirà ad ottenere la maggioranza, lasciando presagire lunghe trattative per la formazione del nuovo governo. Sul fronte macro, l’indice dei prezzi alla produzione in Germania è salito a novembre dello 0,1% su base mensile e dello 2,5% a livello annuale, di poco inferiori alle attese dello 0,2% m/m e 2,6% a/a. Escludendo i prezzi dell’energia, il dato è cresciuto dello 0,1% m/m e del 2,3% a/a. (riproduzione riservata)