Scarsi movimenti sull’obbligazionario europeo, questo mercoledì, con l’incertezza relativa alle elezioni che potrebbe cominciare a farsi sentire sul Btp. Il decennale italiano rende il 2,048%, in calo dal 2,069% dell’ultima chiusura. Il corrispondente benchmark tedesco si attesta allo 0,723%, in ribasso dallo 0,735% del finale di seduta. Lo spread Btp/Bund a dieci anni viaggia in lieve contrazione a 132,63 punti base dai 133,88 di ieri. La recente espansione del differenziale ha sorpreso, dopo un avvio d’anno nel segno della forza. Italia maggiormente penalizzata rispetto ad altre periferie poiché si incomincia a percepire il rischio politico in vista del 4 marzo. Secondo alcuni traders, lo scenario più prezzato dal mercato è quello di un governo di larghe intese o di un governo tecnico: altre opzioni plausibili quali la vittoria del centrodestra o del M5S, senza una solida maggioranza, influenzerebbero negativamente la carta italiana. Il Pmi composito dell’Eurozona preliminare di gennaio si è attestato a 57,5 punti, al di sotto dei 58,8 di gennaio e dei 58,5 del consenso, sui minimi da 3 mesi. La crescita economica ha perso leggermente vigore, anche se l’attuale trimestre resta il migliore in quasi 12 anni. I valori del Pmi per i primi 2 mesi del trimestre forniscono una guida attendibile circa la crescita del Pil Eurozona prevista allo 0,9% su base trimestrale. A detta degli economisti, nonostante il calo odierno, gli indici Pmi continuano a evidenziare un’economia solida: sembra sempre più probabile l’uscita dal QE a settembre. Ieri il Tesoro ha annunciato che il 23/2 offrirà 3-4 mld di titoli suddivisi tra il Ctz ottobre 2019 e due Btpei a 5 e 10 anni; oggi saranno comunicati i dettagli dell’asta del 26/2 del Bot 6 mesi e domani quelli dell’asta del 27/2. (riproduzione riservata)