Titoli italiani in leggera flessione, questo mercoledì: prese di profitto dopo il rialzo delle ultime sedute sui periferici. Il decennale italiano rende l’1,910%, in rialzo dall’1,889% dell’ultima chiusura: si è assistito a qualche flusso di vendita dal Btp verso l’Oat. Il Bund a dieci anni si attesta allo 0,588%, in risalita dallo 0,561% del finale di seduta. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale viaggia a 132,02 punti base, stabile rispetto ai 132,34 di ieri. Secondo i traders, nell’ultima fase rialzista, la carta italiana è apparsa meno esuberante di Spagna e Portogallo per motivi di size, avendo un mercato molto più liquido. Il Tesoro metterà a disposizione nell’asta del 26 gennaio Ctz e due Btpei per un importo tra i 2,75 e i 3,75 mld di euro, mentre annuncerà in serata i dettagli dell’emissione del 29 gennaio del Bot 6 mesi. Sul fronte macro, il Pmi composito preliminare di gennaio dell’Eurozona si è attestato a 58,6 punti, superiore ai 58,1 di dicembre e ai 58 del consenso, ai massimi da 139 mesi: attività economica in crescita a un tasso mai osservato in quasi 12 anni. Con un inizio d’anno così positivo, è probabile che gli analisti rivedano al rialzo le prospettive di crescita e l’inflazione per il 2018 della zona euro e che i responsabili delle politiche economiche assumano un atteggiamento più hawkish. La Bce giovedì non potrà non tenere conto degli ottimi dati macro: Draghi si manterrà ancora cauto, rimandando le modifiche alla forward guidance al meeting di marzo. Si prefigurano due possibilità: o Francoforte manterrà la frase sull'estensione del QE in caso di peggioramento dell'outlook, solo in termini di durata e non di ammontare, oppure potrebbe decidere la data finale degli acquisti, che terminerebbero a settembre. (riproduzione riservata)