I mercati obbligazionari di metà settimana sono ancora dominati dai timori e dalle attese politiche. In particolare l’obbligazionario italiano risente dalla nuova emissione del Tesoro di titoli a scadenza trentennale. Gli esperti sostengono che questo non è il momento migliore per l’emissione di uno strumento con questo benchmark data l’incertezza dei Paesi periferici dell’Unione Europea come l’Italia. Inoltre il mercato continua a subire la minaccia di probabili elezioni anticipate a questo autunno che potranno verificarsi appena dopo l’approvazione della nuova legge elettorale prevista per fine settembre. Tutto ciò ricade sul differenziale tra Btp e Bund che questo mercoledì arriva oltre i 200 punti base segnando quota 203,227, livelli massimi da inizio mese. Parallelamente il decennale italiano sale a 2,286% contro il 2,258% di apertura e il tasso decennale dei Bund crolla ai minimi arrivando a 0,253%. I titoli tedeschi sono influenzati dalla notizia secondo cui, nel meeting di domani 8 giugno, la Banca Centrale Europea potrebbe tagliare le stime dell’inflazione a 1,5% fino al 2019. Sembrerebbe quindi che il tapering sia rinviato a una data futura non certa e la scelta è quella di continuare il programma di acquisto dei bond ad un ritmo di 60 miliardi di euro al mese. I mercati quindi attendono le decisioni di domani della Bce aspettandosi non troppe modifiche della politica monetaria attuale. Il calendario di domani prevede anche il voto britannico che preoccupa gli investitori. Se il partito dei conservatori rappresentato da Theresa May non raggiunge la maggioranza in Parlamento potrebbero crearsi molte incertezze in una fase delicata come quella attuale, in cui si prevede l’avvio delle negoziazioni sulla Brexit. (riproduzione riservata)