Giornata all’insegna della quiete sul mercato obbligazionario dopo la tempesta che ieri si è abbattuta a seguito delle dichiarazioni della Corte costituzionale tedesca. Dopo il parere di oggi della Commissione UE che vede l’Italia in forte recessione, lo Spread chiude in leggero aumento e si assesta a 247,71 punti, +2,73 rispetto a ieri.
A causa del Covid-19, secondo l’UE la crescita italiana del PIL relativa all’anno in corso sarà negativa (-9,5%) e ben oltre quanto era stato previsto dal nostro Governo (-8%), con una parziale ripresa possibile solo a partire dal 2021. Il rapporto deficit/PIL farà un balzo in avanti di quasi 10 punti percentuali, dall’1,6% del 2019 all’11,1% di quest’anno, per poi dimezzarsi l’anno venturo.
Questa mattina sono stati resi pubblici anche i dati sull’attività economica del mese di Aprile delle imprese dell’Eurozona: crollo storico per l’indice PMI composito italiano, precipitato a 10,8 punti rispetto ai 17,4 di Marzo.
La situazione di calma apparente sul mercato cela un forte senso di preoccupazione per il futuro del nostro paese e non solo: il verdetto di ieri della Corte costituzionale tedesca rende meno probabile infatti un trend positivo dei titoli di Stato italiani, anche se la stessa BCE ha affermato che continuerà a sostenere il mercato e porrà in atto tutte le azioni necessarie per perseguire i suoi obiettivi di medio-lungo termine. L’impressione secondo molti analisti è che, sebbene tale sentenza non impedisca formalmente alla BCE di estendere il programma di acquisto per l’emergenza sanitaria in corso, ne limiterà la flessibilità e renderà in futuro più difficile l’adozione di politiche radicali a favore degli stati maggiormente in difficoltà.