Lo spread Btp/Bund chiude in allargamento a quota 279,379 punti base rispetto ai 274,851 pb della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale italiano è in salita al 2,7%, mentre il tasso di finanziamento del Bund tedesco a dieci anni si mantiene stabilmente in territorio negativo (-0,07%). I tassi obbligazionari italiani rimarranno probabilmente alti anche nei prossimi giorni: la crescita oltre le attese del prodotto interno lordo nel primo trimestre dell'anno non basterà a compensare né le problematiche relative all’elevato deficit di bilancio né il rischio di un altro scontro sulla politica fiscale tra Roma e Bruxelles. Con i suoi problemi strutturali, l’Italia resterà l’anello debole dell’Eurozona. Inoltre, sui Btp (e, in generale, sull’obbligazionario europeo) sta pesando l’incertezza commerciale derivante dall’attuale stallo nel negoziato tra Usa e Cina. I colloqui tra i due Paesi proseguono ormai da più di cinque mesi, con l’ultimo round di trattative (lo scorso venerdì, a Washington) che si è concluso con un’impasse. Tuttavia, nella giornata odierna, la Cina ha annunciato un inasprimento delle tariffe fino al 25% su 60 mld usd di importazioni dagli Usa dopo che la scorsa settimana gli Stati Uniti avevano aumentato i dazi dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. L’escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina stanno spingendo gli investitori, sempre più confusi e pessimisti sulla direzione futura degli eventi, ad acquistare in massa asset sicuri come i Treasury. Il rendimento sui titoli di Stato biennali americani è in calo di 8 punti base al 2,201%, mentre quello sul decennale scende di 6 pb al 2,393%.