Si chiude oggi un’altra settimana impegnativa per il mercato obbligazionario italiano, con lo Spread in leggero allargamento a 237,96 punti (+2,20).
Dopo le aste di Bot e BTP che si sono susseguite nelle giornate di martedì e mercoledì e dopo il dl Rilancio ufficializzato da Conte, sono stati resi noti oggi i dati relativi al controvalore del portafoglio di titoli di Stato italiani detenuti da soggetti esteri per un ammontare di 734,745mrd di euro. Dati significativi, che evidenziano anche una diminuzione di 15,8mrd del debito delle PA a cui però si deve aggiungere una diminuzione delle entrate tributarie dello Stato di circa 27,5mrd a causa dell’interruzione dei versamenti del decreto “Cura Italia”.
Nel frattempo, il Dipartimento del Tesoro ha fissato il tasso minimo per il nuovo Btp Italia a 1,4%, calcolato al lordo dell’imposta. Oltre a ciò, le cedole comprenderanno la rivalutazione semestrale del capitale in funzione dell’inflazione, stimata tra lo 0,8% e l’1,0% nei prossimi due anni. Si attende ora la conferma definitiva che dovrà arrivare prima del 21 Maggio, data entro cui si potrà eventualmente solo alzare il tasso già fissato.
Si muove sul filo del rasoio la BCE, che dopo essersi mostrata disposta ad aumentare gli acquisti del Pepp, dovrà ora destreggiarsi su un duplice fronte sia per evitare un eventuale aumento ingiustificato dei tassi che, sebbene la stessa BCE non abbia disposizioni fisse in materia, potrebbe mettere a rischio le azioni di politica monetaria attuate, sia per evitare un’altra crisi del debito pubblico, senza però essere troppo accomodante nei confronti dei Governi europei che altrimenti non avrebbero più motivi per cercare un accordo sulle modalità di mutualizzazione del debito stesso.