La caccia al rendimento da parte degli investitori continua a sostenere i bond italiani. Una conferma è arrivata anche dall’asta di Btp di stamani, con il Tesoro che ha collocato 2,5 miliardi di Btp a 7 anni all’1,24%, in netto calo rispetto all’1,96% del 13 giugno scorso. Sempre nella giornata odierna, sono stati collocati dal Mef anche 3 miliardi di Btp a 3 anni allo 0,49%, anche in questo caso in diminuzione rispetto all’1,05% dell’ultima asta. Per quanto concerne il mercato secondario, il rendimento del decennale italiano tratta in calo all’1,71%, mentre quello del decennale tedesco accelera al rialzo, pur rimanendo sempre in territorio negativo (-0,26%); lo spread tra Btp e Bund è sceso sotto la soglia psicologica dei 200 pb, contraendosi a quota 198,4. Dunque, pare che le preoccupazioni a breve termine sul bilancio italiano si siano attenuate, in quanto i rischi di una procedura per i disavanzi eccessivi sono stati ridotti, offrendo agli investitori una finestra di opportunità per recuperare il portafoglio. Inoltre, a trainare oggi il mercato obbligazionario (e non solo) sono stati i verbali della Bce, dai quali arriva la conferma della linea accomodante. Nel dettaglio, dalle minute è emerso che i membri della Banca centrale prenderanno in considerazione l’iniezione di nuovi stimoli nell’economia della zona euro nel breve termine, alla luce della debolezza dell’inflazione (che, secondo le stime dell’Istituto, raggiungerà l’1,6% nel 2021, non rispettando pertanto l’obiettivo del 2%) e delle crescenti incertezze a livello globale. Quindi, i banchieri si stanno preparando ad agire per sostenere l’economia del Vecchio Continente, tagliando i tassi di interesse o riavviando il programma di acquisto di asset, ovvero il Quantitative Easing.