Il mercato obbligazionario di questo giovedì scende ai minimi da inizio gennaio dopo le parole del presidente della Bce alla conferenza stampa di oggi. Lo spread Btp/bund sul tratto decennale è in contrazione a 164,559 pb contro i 171,2 di chiusura di mercoledì. La Bce conferma l’intenzione di voler continuare con l’acquisto di titoli di Stato almeno fino al 2017 e ha mantenuto la forward guidance precedente. Rimangono invariati anche i tassi d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, allo 0,00%, sulle operazioni di rifinanziamento marginale, allo 0,25% e sui depositi presso la banca centrale, -0,40%. L’atteggiamento da colomba di Draghi è una sorpresa, dato il clima di positività che si era instaurato nell’ultimo periodo grazie ai dati macro che confermano una solida crescita dell’economia dell’eurozona. Il problema è il livello dell’inflazione che rimane ancora al di sotto del target prefissato dalla Bce. Il presidente inoltre ha aggiunto che se dovesse verificarsi un peggioramento del quadro economico europeo e se le misure finanziarie adottate risulteranno incoerenti, la Bce è pronta ad incrementare il Quantitative easing, aumentando gli acquisti di bond che attualmente risultano pari a 60 miliardi di euro. La Bce quindi ha lasciato invariati i tassi e la politica monetaria, sottolineando che non si avranno delle modifiche fino ad un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi. Sulla stessa scia della Bce è la Banca centrale Giapponese che questo giovedì mantiene la sua politica monetaria ultra espansiva, confermando le ipotesi che sostengono che la Boj non sarà in grado di seguire lo stesso percorso di riduzione dello stimolo monetario intrapreso dalle altre banche centrali. I tassi rimangono quindi invariati a -0,10%. (riproduzione riservata)