Dopo la conferenza stampa del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, i rendimenti obbligazionari nell’Eurozona trattano in rialzo: il Bund (-0,36%) rimane nei pressi del minimo storico, mentre il Btp viaggia all’1,52%. Lo spread tra i due decennali chiude poco mosso a quota 188,5 pb. Nella giornata odierna il focus degli investitori era sul meeting della Bce. C’erano tutti gli ingredienti per giustificare una sterzata espansiva da parte della Banca, che però ha preferito lasciare i tassi invariati: allo 0% il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, allo 0,25% quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale e al -0,40% quello sui depositi. Tuttavia, l’Eurotower si attende che essi restino su livelli pari o più bassi rispetto a quelli attuali almeno fino alla prima metà del 2020 e, in ogni caso, finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine. Inoltre, l’Istituto di Francoforte ha confermato il programma di reinvestimento a scadenza dei titoli rilevati con il quantitative easing: esso proseguirà per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento. Nella terzultima riunione operativa prima della conclusione del suo mandato, Draghi ha sottolineato che il rallentamento globale, le tensioni commerciali e le incertezze geopolitiche continuano a pesare sulle prospettive dell’Eurozona; in caso di peggioramento dell’outlook, la politica fiscale dovrà fare di più. Egli poi ha speso parole di elogio nei confronti di Christine Lagarde, dopo che il Consiglio non ha sollevato obiezioni riguardo alla sua designazione alla presidenza.