Lo spread Btp/Bund è in allargamento a 309,614 punti base, dopo la risposta italiana alle richieste della Commissione Europea. Il Governo Conte non ha modificato le stime di crescita futura del Paese, in particolare l’esecutivo si attende una crescita del Pil all’1,5% nel 2019 e un deficit del 2,4%. Molti esperti, tra cui Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim, e due analisti di Morgan Stanley, prevedono l’alta probabilità di una procedura di infrazione nei confronti di Roma per non aver rispettato le norme fiscali di bilancio dell’Eurozona. Cesarano pone l’attenzione sulle eventuali sanzioni che potrebbe essere sul deficit o sul debito, essendo la seconda molto più intrusiva della prima. Inoltre, ritiene che il differenziale non si allontanerà dalla quota dei 300 pb, anche per la non imminenza delle decisioni della Commissione. Gli esperti Daniele Antonucci e Joao Almeida hanno espresso una visione più pessimista rispetto alle previsioni di Roma, credendo che il deficit si attesterà intorno al 2,5% del Pil nei prossimi tre anni e la crescita sarà più debole. In aggiunta, gli analisti ritengono che gli stimoli di bilancio inseriti dall’esecutivo nella legge di Bilancio possano avere un effetto positivo sui consumi, ma non abbastanza forte da migliorare la situazione dei conti pubblici. Infine, gli esperti individuano i rischi chiave: l’incertezza politica, un ulteriore aumento dei costi di finanziamento e indebolimento della fiducia.
Lo scontro del governo italiano con la Commissione Europea preoccupa i mercati, soprattutto che la politica economica di Roma possa divergere sempre di più dal principio di stabilità macroeconomica e dalle leggi europee.