Il mercato obbligazionario di fine settimana è influenzato dai dati sull’inflazione dell’Eurozona. In particolare la lettura preliminare mostra che l’inflazione della zona euro è aumentato dell’1,3% a livello annuale, in calo rispetto all’1,4% dello scorso mese di maggio, ma al di sopra di quanto atteso dagli analisti che avevano previsto un aumento dell’1,2%. Ulteriore stima riguarda l’indice dei prezzi al consumo annuale, il dato è aumentato dell’1,1%, ancora al di sopra di quanto previsto dagli analisti che si aspettavano un +1%. L’inflazione europea è quindi aumentata ma rimane su livelli bassi, ancora lontani dal target fissato dalla Bce, intorno al 2%. Questo, insieme al discorso di Draghi in cui afferma che i mercati hanno mal interpretato le sue parole, segnala che i movimenti del mercato obbligazionari delle scorse sedute erano eccessivi. Sembra quindi che la Banca Centrale Europea non sia propensa ad un imminente cambio di politica monetaria, le misure accomodanti dovrebbe quindi proseguire. Questo venerdì il differenziale Btp/Bund sul tratto decennale scambia a 167,864 punti base, rispetto ai 169,495 registrati ieri. La settimana si conclude inoltre con il collocamento da parte del Tesoro di quasi tutti gli 8 miliardi offerti nelle aste a medio lungo termine in merito al titolo quinquennale e al decennale. In particolare, sono stati assegnati 7,847 miliardi. Il Btp a 5 anni è stato assegnato per massimi 2,5 miliardi con un tasso in calo dallo 0,88% dell’asta di maggio allo 0,81%, valore minimo da dicembre scorso. Per il Btp decennale invece sono stati collocati 3,847 miliardi con tassi in rialzo, dal 2,15% di fine maggio, al 2,16%. Infine, sono stati collocati massimi 1,5 miliardi del Ccteu ottobre 2024 al rendimento di 0,83%. (riproduzione riservata)