Il mercato obbligazionario odierno riprende la discesa della settimana scorsa, trainato dalle aspettative di un prossimo restringimento della politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea e non solo, le attese coinvolgono anche la Fed e altri istituti centrali come la BoE, la BoJ e la banca centrale canadese. Il differenziale tra i Btp e i Bund sul tratto decennale di questo martedì scambia a 176,638 punti base, in allargamento rispetto ai 172,986 della chiusura di lunedì. Il tasso dei Bund è in rialzo allo 0,55%, nettamente al di sopra dello 0,24% antecedente al discorso di fine giugno di Mario Draghi a Sintra; il tasso decennale italiano è anch’esso in rialzo e arriva a quota 2,322% rispetto al 2,288% di inizio seduta. Il problema che frena le banche centrali nell’iniziare un percorso di graduale rimozione dello stimolo monetario è il basso livello dell’inflazione core. Da un lato i dati macroeconomici confermano la solida crescita economica dell’area euro, dall’altro l’inflazione al di sotto del target previsto intorno al 2% rende difficile prendere una decisione. La scelta delle banche centrali diventa rischiosa e potrebbe avere risvolti sui mercati azionari e sui rendimenti. Sul fronte macroeconomico, in Italia la produzione industriale è cresciuta dello 0,7% a maggio, in rialzo dopo il calo del mese di aprile allo 0,5% e superiore a quanto atteso, 0,5%. Lo stesso dato su base annuale è salito del 2,8%, rispetto allo 0,9% precedente e al 2,2% atteso dal consensus di mercato. L’aumento è stato trainato dai beni strumentali e dai beni di consumo durevoli e il miglior settore di attività economica risulta quello dei mezzi di trasporto. I dati sono positivi e sembrano dimostrare una ripresa del settore macchinari e attrezzature italiano. (riproduzione riservata)