Il mercato obbligazionario italiano registra, questo martedì, una seduta in ribasso, in linea con il resto del comparto della zona euro. La prudenza degli operatori è dovuta all’attesa per la riunione della Banca Centrale Europea di giovedì, durante la quale dovrebbero essere annunciati i dettagli del programma di allentamento del Quantitative easing. Secondo gli analisti, l’istituto di Francoforte procederà con cautela e, per questo motivo, si prevede un atteggiamento da colomba. E’ probabile, ritengono gli esperti, che la Bce ridurrà a 40 miliardi dai 60 attuali l’importo mensile degli acquisti a partire da gennaio, prolungando la durata del Qe di 6-9 mesi. Un’altra opzione potrebbe consistere in una riduzione fino ad un tetto di 30 miliardi. Più nel dettaglio, gli acquisti di asset backed securities termineranno entro la fine del 2017, mentre quelli di covered bond diminuiranno significativamente. Oggetto del Qe saranno, invece, i bond del settore pubblico e i corporate bond. Inoltre, gli operatori ritengono che un eventuale aumento dei tassi d’interesse avverrà diverso tempo dopo la fine del Qe. A supporto di una normalizzazione della politica monetaria vi è il miglioramento della situazione economica della zona euro, come confermato dal Pmi manifatturiero di ottobre, pubblicato in mattinata. L’indice si è attestato a 58,6 punti, in rialzo sia rispetto al consensus a quota 57,8 sia rispetto alla lettura precedente (58,1). Sul fronte rendimenti, il tasso decennale italiano sale al 2,059%, dal 2,005% del finale di seduta di ieri, mentre il corrispondente benchmark tedesco è in rialzo allo 0,474%, dallo 0,448% di apertura. Il differenziale Btp/Bund sul tratto decennale scambia, questo martedì, in lieve aumento a 157,90 pb. (riproduzione riservata)