Il mercato obbligazionario italiano chiude la settimana con una seduta poco mossa. Il rendimento del benchmark italiano agosto 2027 è in calo al 2,111%, rispetto al 2,122% della precedente chiusura. Il tasso tedesco a dieci anni, invece, scende allo 0,464%, dallo 0,479% del finale di ieri. Per quanto riguarda lo spread, il differenziale tra i Btp e i Bund sul tratto decennale scambia, questo venerdì, a 164,83 punti base. In mattinata, è stato pubblicato l’Ipc del mese di settembre, che si è attestato a +1,5% su base annuale. Il dato è però in calo rispetto al consensus degli analisti, pari a +1,6%, mentre è in linea con la lettura precedente. Tale dinamica, inferiore alle attese, dei prezzi al consumo testimonia pressioni inflative ancora ampiamente contenute. Secondo gli esperti, quindi, tali considerazioni dovrebbero persuadere la Banca Centrale Europea a procedere con molta cautela nel progressivo ritiro del Quantitative Easing. Passa, invece, in secondo piano quest’oggi, l’incertezza per il controverso referendum indipendentista della Catalogna, in calendario la prossima domenica. La performance dei titoli di stato spagnoli è lievemente peggiore di quella italiana, con lo spread tra Btp e Bonos decennali a 56 centesimi. Sul primario italiano, il Tesoro ha collocato 900 milioni in Btp a cinque e dieci anni ed in Ccteu, nel corso della riapertura per gli operatori specialisti. Il Ministero dell’Economia ha così soddisfatto il 72% delle esigenze di finanziamento per l’anno in corso. Per la prossima settimana, sono previste nuove aste francesi e spagnole. Infine, sul versante statunitense, il costo di finanziamento sui Treasury a dieci anni è in aumento al 2,3354%, rispetto al 2,3103% di inizio seduta. (riproduzione riservata)