Il mercato obbligazionario di questo venerdì risulta influenzata dai dati sull’inflazione statunitense. Dopo il movimento al rialzo di giovedì guidato dalle indiscrezioni, riportate dal Wall Street Journal, secondo cui il presidente della Bce, Mario Draghi, potrebbe annunciare l'avvio della graduale riduzione dello stimolo all'economia in occasione del meeting del prossimo 7 settembre, il focus odierno degli investitori è sui dati macroeconomici statunitensi. Secondo quanto riportato dal Dipartimento per il Commercio USA, l’indice dei prezzi al consumo (IPC) negli USA è sceso inaspettatamente a giugno, i prezzi al consumo sono rimasti invariati a giugno dal mese scorso ma deludono le aspettative che prevedevano un aumento dello 0,1%. IPC core invece ha rispecchiato la lettura precedente pari a 0,1%, ancora una volta deludendo il consesus che si attendava una crescita dello 0,2%. I prezzi su base annua sono aumentati dell’1,6%, in contrazione rispetto al dato precedente pari all’1,9% e deludendo quanto atteso dagli analisti (1,7%). Sembrerebbe quindi che l’aggettivo di transitorietà della debolezza dell’inflazione Usa non sia più consono e che la Fed dovrà porre maggiore attenzione sulle dinamiche future dell’inflazione prima di prendere decisioni in merito alla politica monetaria. I dati macro deludenti influenzano l’obbligazionario, il tasso decennale Usa cala al 2,3230% contro il 2,3498% di inizio seduta. Il differenziale tra i Btp e i Bund sul tratto decennale scambia a 176,111 punti base, in lieve contrazione rispetto ai 177,704 di giovedì. Il tasso decennale italiano è in calo questo venerdì e arriva a quota 2,29% contro il 2,33% di ieri, segue il rendimento dei Bund che scende a 0,59% rispetto allo 0,603% di giovedì. (riproduzione riservata)