I rendimenti dei titoli di Stato europei trattano in calo dopo che l’inflazione dell’Eurozona di giugno si è confermata ancora ben distante dal target della Bce. Nel dettaglio, l’indice dei prezzi al consumo nell’area euro a giugno, secondo la lettura definitiva, è salito dell’1,3% a/a, superando di poco le previsioni del consenso e il dato preliminare, entrambi all’1,2%. Su base mensile, sempre a giugno, l’inflazione è salita dello 0,2%, anche in questo caso rivista al rialzo rispetto al +0,1% di attese e lettura preliminare. L’indice dei prezzi core - che esclude le componenti dell’energia, degli alimenti e dell’alcool - è poi salito a livello mensile dello 0,4% ed è cresciuto dell’1,1% su base annuale, in linea al dato preliminare e in accelerazione rispetto al +0,8% a/a del mese precedente. Stamani il membro della Banca centrale europea Benoit Coeurè ha confermato che i rischi legati alle prospettive di crescita dell’area euro continuano a essere orientati al ribasso, a causa delle persistenti incertezze legate a fattori geopolitici, alla crescente minaccia del protezionismo e alla vulnerabilità dei mercati emergenti. Inoltre, egli ha puntualizzato che gli ultimi dati macro indicano una crescita leggermente più debole nel secondo e nel terzo trimestre di quest’anno. Coeurè ha poi ribadito che il Consiglio direttivo della Bce è determinato ad agire in caso di eventi avversi ed è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, a seconda dei casi, per assicurare che l’inflazione continui a muoversi verso l’obiettivo in maniera sostenuta. Infine, per quanto riguarda l’Italia, il Btp decennale tratta in calo all’1,60%, con lo spread nei confronti del decennale tedesco che chiude in lieve allargamento a quota 189,5 pb.