Nella giornata odierna, sui mercati obbligazionari pesano in particolar modo i dati sull’inflazione dell’Eurozona migliori delle previsioni. In Europa, giornata volatile dopo le diffuse vendite del primo pomeriggio: fra i decennali, il tasso sui Bund sale di 2,2 pb allo 0,324% mentre quello sui Btp riamane invariato, con lo spread fra i due titoli che si restringe di due punti a quota 193,4. Osservando i dati nel dettaglio, l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell’1,9% a livello annuale rispetto all’1,5% di marzo, superando le attese del consenso, che indicava +1,7%, mentre l’inflazione core preliminare è aumentata all’1,2%, rialzo sorprendente che non si vedeva dal 2013, con gli esperti che si aspettavano un +1%. Per quanto riguarda l’Italia, ad aprile il tasso inflattivo registra un +1,8% (consenso all’1,7%), ai massimi dal 2014. Tuttavia, ieri Mario Draghi aveva puntato il dito sulla forte volatilità dell’indice. Infatti, secondo gli esperti, la Bce ha ipotizzato un rialzo dell’inflazione ad aprile, un calo a maggio ed una difficoltosa stabilizzazione fino a fine anno; pertanto, interessandosi al trend di lungo termine e non al dato del singolo mese, l’Istituto non modificherà le proprie decisioni alla luce dei valori odierni. Inoltre, i positivi dati di aprile possono essere motivati anche dall’aumento dei prezzi (alimenti, vacanze) correlato alle feste di Pasqua, l’anno scorso avvenute a marzo. Inalterati anche i T-bond (tasso decennale al 2,3%), su cui non pesano le parole di Trump, che considera un conflitto con la Corea del Nord evitabile ma possibile. Infine, in Italia, attenzione alle primarie del PD di domenica, in cui Renzi è il favorito, alla ricapitalizzazione delle banche venete e alla questione sulla legge elettorale. (riproduzione riservata)