I rendimenti obbligazionari dell’Eurozona si mantengono nei pressi dei minimi storici, con l’inflazione dell’Eurozona che è risultata marginalmente inferiore alle attese, alimentando le speculazioni di chi vede a settembre un forte pacchetto di stimoli in arrivo da parte della Bce. Il rendimento del Bund decennale si mantiene al -0,7%, mentre quello dell’Oat francese è pari al -0,40%. L’inflazione nell’area euro ad agosto, secondo la lettura preliminare, è cresciuta dell’1% a livello annuale, in linea con il dato del mese precedente; l’inflazione core preliminare, sempre nel mese di agosto, è invece aumentata dello 0,9% a/a, in linea al dato di luglio. Per il secondo mese consecutivo, dunque, la componente core ha sorpreso al ribasso rispetto alle attese di mercato. Inoltre, il livello dell’inflazione continua a essere ben al di sotto del target della Bce (+2%): come sottolineato da Christine Lagarde, l’istituto di Francoforte continuerà ad allentare la politica monetaria a settembre, non risparmiando le munizioni di cui dispone. La maggior parte degli analisti confida in un taglio dei tassi sui depositi (da -0,40 a -0,60%), con possibili mitigazioni per alcune banche. Sempre secondo gli esperti, la Bce dovrebbe anche annunciare la riapertura del Quantitative Easing, sebbene Germania e Olanda siano contrarie. Sul fronte italiano Giuseppe Conte, dopo aver accettato con riserva l’incarico di premier dal presidente della Repubblica, si è messo subito al lavoro per formare la squadra che comporrà l’esecutivo. Tuttavia, a pesare sullo spread Btp/Bund (chiusura in allargamento a 173,92 pb) sono le parole di Luigi Di Maio, il quale ha dichiarato che, in caso di differenza di vedute sul programma di governo, si ritorna al voto.