Chiusura di settimana in rialzo per il mercato obbligazionario italiano, il quale beneficia, in linea con gli altri governativi, sia core che periferici, della zona euro, non solo della mancata evoluzione traumatica della questione catalana, ma anche di alcune indiscrezioni relative alle prossime mosse della Banca Centrale Europea. Secondo alcune fonti, a stretto contatto con l’istituto di Francoforte, in vista della riunione di politica monetaria prevista per il 25-26 ottobre, ci sarebbe una convergenza verso un’estensione di 9 mesi del Quantitative easing. In quest’ottica, il programma di acquisti di asset della Banca Centrale Europea proseguirebbe fino a settembre 2018. Non è ancora chiaro, invece, a quanto ammonterebbe l’importo mensile: dai 60 miliardi attuali si passerebbe ad un ammontare compreso tra i 40 ed i 25 miliardi. La questione più dibattuta riguarda il mantenimento della possibilità di Francoforte di aumentare il programma, se necessario. In questo contesto di mercato favorevole, il benchmark italiano agosto 2027 è in calo al 2,066%, dal 2,118% del finale di seduta di ieri. Il corrispondente tasso tedesco, invece, è in ribasso allo 0,402%, rispetto allo 0,445% della precedente chiusura. Per quanto riguarda il differenziale tra i Btp e i Bund sul tratto decennale, lo spread scambia, questo venerdì, in lieve contrazione a 166,34 punti base. Sul fronte macro, non ci sono dati rilevanti nel corso della giornata odierna. Passando agli Stati Uniti, il costo di finanziamento sui Treasury scende al 2,2837%, rispetto al 2,3213% di apertura. E’ stato pubblicato l’Ipc Usa del mese di settembre: il dato è stato inferiore alle attese, con un +0,1% su base mensile, anziché +0,2%, e un +1,7% su base annua, invece del +1,8% previsto.(riproduzione riservata)