Ultima seduta della settimana in correzione per il mercato obbligazionario italiano. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale sale a quota 164,7 pb, dopo aver toccato, nella giornata di ieri, i minimi dallo scorso 21 agosto a 160 pb. Per quanto riguarda il costo di finanziamento sui titoli di stato della zona euro, il benchmark italiano giugno 2027 è in rialzo all’1,962%, dall’1,924% della precedente chiusura, dopo essere sceso, ieri, ai nuovi minimi da fine giugno (1,900%). Il rendimento dei Bund decennali, invece, è in rialzo allo 0,315%, risalendo oltre quota 0,3%, dallo 0,307% di apertura. Secondo gli esperti, è destinata a rafforzarsi la correlazione tra la performance del Bund a 10 anni e l’euro: la forza della moneta unica, causa principale dell’atteggiamento da colomba della Bce, spinge gli investitori verso l’obbligazionario. Era stato interpretato come dovish, nel comunicato di ieri dell’istituto di Francoforte, il riferimento alla possibilità di potenziare il Qe in termini di importo e/o durata se necessario. Tuttavia, secondo fonti anonime, la Bce ha discusso di quattro possibili scenari riguardanti il tapering. Tra le alternative possibili, ci sarebbe una riduzione degli acquisti a 40 o 20 miliardi al mese, dagli attuali 60, e un’estensione temporale di 6 o 9 mesi. Inoltre, i titoli in scadenza, oggetto di reinvestimento, salirebbero a 15 miliardi mensili nel 2018. Tali indiscrezioni hanno portato, questo venerdì, ad una correzione del mercato, che ieri aveva avuto un rialzo eccessivo. Sul fronte statunitense, la Fed in fase di smobilizzo, una bassa inflazione, l’incognita uragani e le minacce nordcoreane, stanno mettendo sotto pressione sia il dollaro che i Treasury. Il tasso decennale Usa sale al 2,0645%, dal 2,0387% della scorsa chiusura. (riproduzione riservata)