I mercati obbligazionari dell'Eurozona chiudono la seduta con tassi in rialzo, grazie al complessivo miglioramento della propensione al rischio negli ultimi giorni, con evoluzioni positive sul fronte dei conflitti commerciali, oltre che rassicurazioni sulla salute dell'economia americana. A questi si sono aggiunti alcuni, seppur deboli, segnali di stabilizzazione nei Pmi manifatturieri dell'Eurozona. Il rendimento del Bund tedesco sale di quattro pb a -0,35%, mentre lo spread Btp/Bund chiude a 134,502 pb. Leggeri segnali di stabilizzazione del settore industriale europeo sono emersi dai dati degli indici Pmi manifatturieri dell'Eurozona di ottobre, in lieve rialzo rispetto alle letture di settembre. L'indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona definitivo di ottobre si è attestato a 45,9 punti, in lieve aumento dai 45,7 punti di settembre. Le preoccupazioni geopolitiche, dalla Brexit alla politica commerciale statunitense, contribuiscono a creare un clima di incertezza che indebolisce la domanda sia a livello domestico sia a livello internazionale.
Sul fronte della dinamica domanda/offerta, secondo gli esperti, i 10 Stati più grandi dell'Eurozona dovrebbero collocare sul mercato 903 miliardi di euro in titoli di Stato nel 2020, un incremento di 36 miliardi rispetto al 2019. Gli economisti prevedono che, il prossimo anno, il maggior emittente di titoli di Stato all'interno dell'Eurozona sarà la Germania, con un collocamento di circa 180 miliardi rispetto ai 157 di quest’anno. La Germania, infatti, dovrebbe incrementare i collocamenti di titoli di Stato, nel 2020, di 23 miliardi di euro rispetto al 2019 a seguito dell'aumento del volume dei rimborsi. I rimborsi tedeschi nel 2020 saranno di 166 miliardi, 18 in più rispetto al 2019.