Lo spread Btp/Bund tratta in leggero allargamento a 167,503 bps dopo la vittoria del “NO” rispetto ai 162,645 della chiusura di venerdì, restando comunque al di sotto del massimo intraday a 175,363 bps. Sul mercato non ci sono segnali di panico, con l'EUR/USD che dopo essere sceso fino a 1,0505, minimo da 21 mesi, tratta ora a 1,0733. Le probabilità di elezioni anticipate rimangono basse dato che l'ipotesi più probabile è la nomina di un Governo di transizione. La data fondamentale per il mercato dei bond italiani rimane la riunione della Bce di giovedì, nella quale ci si aspetta un'estensione del QE di altri sei mesi. Ora il focus si sposta sulla gestione della crisi di Governo con un esecutivo di transizione e la ricapitalizzazione delle banche in crisi, tra cui MPS. Nel breve periodo il tasso di disoccupazione sarà posto sotto osservazione e, se dovesse aumentare, potrebbe favorire la corsa del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni. Il sell-off sui titoli di Stato italiani potrebbe essere breve dato che la Bce potrebbe aumentare gli acquisti di obbligazioni italiane. Nel frattempo però, la natura transitoria di un Governo tecnico interromperebbe temporaneamente il percorso di riforme economiche intrapreso dall'ex premier M. Renzi fino alle prossime elezioni. Comunque sia se uno qualsiasi dei risultati politici sarà seguito da un ampio rialzo dei rendimenti dei Btp italiani, la Bce potrebbe decidere di variare la quota di acquisti mensili per garantire una misura di protezione iniziale, offrendo liquidità al settore finanziario. In uno scenario più grave, l'Italia potrebbe richiedere l'assistenza del Meccanismo europeo di stabilità, che darebbe al paese i requisiti per accedere all'Omt della Bce. (riproduzione riservata)