Anche la giornata odierna sull’obbligazionario europeo termina all’insegna della cautela, in una seduta priva di driver significativi, sia sotto forma di dati macroeconomici, sia sotto forma di aste. Il rendimento del Bund tratta poco mosso al -0,23%, restando nei pressi del minimo storico aggiornato venerdì scorso (-0,259%). Nel frattempo, il principale focus del mercato resta la politica monetaria, con la Bce che dovrebbe continuare ad adottare una politica accomodante nei prossimi mesi: secondo gli operatori, una normalizzazione monetaria dell’Eurozona è sostanzialmente da escludersi per i prossimi due anni. D’altra parte, stanno continuando a sommarsi fattori che disincentivano un rialzo dei tassi. Uno di questi è, senza dubbio, il rischio legato alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, che ha avuto conseguenze negative anche sulla fiducia degli investitori nella zona euro a giugno. Infatti, l’indice Sentix è calato a -3,3 dal 5,3 registrato a maggio, contro un’attesa di 2,9 stimata dagli economisti. Il sub-indice sulle aspettative dell’Eurozona è crollato anch’esso a -12,3 dal -0,3 di maggio, raggiungendo così il minimo da febbraio. In aggiunta, sullo sfondo rimane lo spettro del debito pubblico italiano, un tema che potrebbe avere uno sviluppo sfavorevole per i mercati. Rimanendo sull’Italia, lo spread chiude oggi in lieve contrazione a 255 punti base, con il Btp che tratta in calo al +2,31%. Tuttavia, è possibile che nelle prossime settimane si registri un aumento dei rischi sul nostro Paese, con conseguente allargamento del differenziale. Secondo gli esperti, non è da escludere che esso raggiunga quota 320 punti base alla fine di giugno, per poi tornare sui suoi passi con le elezioni anticipate in autunno.