Il mercato obbligazionario di questo giovedì continua ad essere guidato dalle dichiarazioni del presidente della Bce di martedì. Mario Draghi ha affermato che l’economia della zona euro si sta avviando verso una solida ripresa e che i fattori che influenzano l’inflazione sono temporanei. Questo è stato inteso dagli investitori come un segnale di un prossimo avvio di una riduzione dello stimolo monetario. In realtà il presidente ha successivamente dichiarato che i mercati hanno mal interpretato il suo discorso e che è necessario continuare con le misure di stimolo. La correzione di Draghi non ha avuto successo e non ha consentito di riportate la calma nei mercati. Lo dimostra l’obbligazionario odierno: i rendimenti decennali del Bund aumentano di quasi 7 punti base arrivando a quota 0,452%, seguono il decennale italiano che sale al 2,155% contro il 2,037% di inizio seduta. Lo spread Btp/Bund scambia a 169,495 punti base staccandosi dal valore di chiusura di mercoledì, pari a 165 punti base. Sembra che i mercati abbiano avuto una reazione esagerata al discorso di Sintra: l’intenzione di Draghi era di fornire un quadro dell’economia europea e non di dare segnali di mosse imminenti. I mercati rimangono incerti e confusi sul futuro costo del denaro dell’Europa. Ulteriore focus odierno riguarda il fronte macroeconomico. In particolare, l’inflazione in Germania sale inaspettatamente all’1,5% rispetto all’1,4% del mese di maggio, al di sopra di quanto previsto dagli analisti che puntava all’1,3%. I prezzi su base mensile invece sono aumentati dello 0,2%. Negativi i dati spagnoli: l’inflazione dei prezzi al consumo rimane invariata rispetto allo scorso mese e l’indice dei prezzi di produzione annuale cala a 1,5% dall’1,9% precedente e l’1,6% atteso. (riproduzione riservata)