Il mercato obbligazionario non ha reagito in modo significativo alla pubblicazione dell'indice Ifo tedesco di settembre, che e' migliorato marginalmente, in linea con le attese. L'Ifo si è attestato a 94,6 punti a settembre, mentre l'indicatore relativo alle condizioni attuali è salito a 98,5 punti mentre quello sulle aspettative è sceso a 90,8. L’indice, seppur sia leggermente salito, resta su livelli estremamente bassi e, insieme ai dati Pmi molto negativi pubblicati ieri, spinge il mercato a muoversi con cautela. Il rendimento del Bund decennale è rimasto, pressoché, invariato a -0,57%, mentre lo spread Btp/Bund in allargamento a 143,217 pb.
Gli analisti ritengono che sia improbabile che le misure della Bce siano sufficienti a contrastare il rallentamento economico e attendono, ora, la reazione degli stati europei, a partire dalla Germania, al fine di rilanciare l’economia. I dati sulla fiducia degli imprenditori tedeschi implicano che con ogni probabilità l'economia della Germania è entrata in recessione tecnica nel 3° trimestre 2019 e, sebbene negli ultimi 10 anni si è registrata piena occupazione, la mancanza di segnali di un rimbalzo economico spaventa i mercati. Questo prolungato periodo di debolezza dell'economia e, in particolare, del manifatturiero, manterrà il governo tedesco sotto pressione per fornire uno stimolo fiscale come richiesto anche dal presidente della Bce, Draghi. In questi ultimi giorni, il governo tedesco, ha annunciato un piano di investimenti di 54 miliardi di euro per ridurre le emissioni inquinanti e, allo stesso tempo, aiutare le imprese.
Sul fronte primario, la Germania ha collocato 3,201 miliardi di euro di Schatz a due anni, con un rendimento al -0,73%, rispetto al minimo record di -0,89% dell'asta precedente.