Il mercato obbligazionario europeo, a differenza dell’azionario, sembra aver riassorbito l’impatto delle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha minacciato di aumentare drasticamente (dal 10% al 25%) le tariffe su 200 miliardi di dollari di beni cinesi. Il rendimento del Bund tratta stabile rispetto a venerdì, allo 0,005%. In lieve allargamento a 258,757 punti base invece lo spread con il Btp - che sale di cinque pb al 2,575% - soprattutto a causa delle indiscrezioni secondo cui domani la Commissione Europea potrebbe tagliare le stime di crescita sull’Italia o chiedere una manovra correttiva al Governo Conte. Ciò sta condizionando gli scambi sui titoli italiani più della questione dazi. Tornando ad essi, le ultime novità sul commercio sono state un colpo a sorpresa che ha messo in dubbio la possibilità di raggiungere un accordo commerciale con la Cina. Questo annuncio, infatti, alimenta chiaramente il rischio di un’ulteriore escalation tariffaria, che sembrava molto improbabile negli ultimi due mesi. Sul fronte dei dati macroeconomici, dall’indice Pmi servizi dell’Eurozona non sono emersi nuovi trend. Il Pmi finale di aprile dell’Eurozona ha registrato un valore leggermente più alto della stima preliminare (51,5 punti rispetto a 51,3), ma continua ad indicare che l’economia, all'inizio del secondo trimestre, ha perso un po’ di vigore e la crescita mostra una preoccupante debolezza. In aggiunta, la fiducia degli investitori nella zona euro ha fatto un grande balzo in avanti a maggio, sostenuta dall'allontanarsi della paura per un’uscita disordinata della Gran Bretagna dall’Ue. L’indice Sentix sulla fiducia degli investitori questo mese ha segnato 5,3 contro il -0,3 di aprile.