Lo Spread chiude la settimana in leggerissima contrazione a 189,6 punti (-0,36) dopo il netto allargamento di ieri dovuto soprattutto ad un clima di preoccupazione generale a seguito della riunione della Fed di mercoledì sera. Prevale dunque la prudenza tra gli investitori, dopo che a inizio settimana lo Spread sembrava pronto per dei nuovi ribassi. Così non è stato, ma l’andamento complessivo rimane comunque positivo, con una nettissima diminuzione rispetto al picco fatto registrare a Marzo.
Nel frattempo, non migliorano i dati sulla produzione industriale dell’Europa, con l’Eurostat che ha evidenziato un crollo del 17,1% su base mensile e del 28% su base annuale, la contrazione più forte di sempre. A pesare sul sentiment degli investitori hanno contribuito anche i pessimi dati fatti registrare dal Regno Unito, con il Pil che si è ridotto del 24,5% su base annua.
Un clima di malessere generale che fa da contrasto a quello che si respirava poche settimane fa, con la BCE e la Commissione Eu che avevano iniettano fiducia e ottimismo sui mercati e con le aste di Btp in grande spolvero. Il momento è complicato, ma il ministro dell’economia Gualtieri ha rassicurato gli italiani mettendo in mostra la manovra da 75mrd di euro a favore proprio del recupero dell’economia del Bel Paese, evidenziando poi che alcuni settori rimarranno logicamente indietro ma in linea con il resto dell'Europa.
Tutto tace sul fronte Recovery Fund: i paesi stano riflettendo sul da farsi, con l’Italia in primis che, sempre a detta di Gualtieri, sta organizzando un piano efficace per destinare gli aiuti ai settori più in difficoltà. L’impressione è che tale piano verrà approvato a metà Luglio dai Ventisette, con qualche concessione ai paesi frugali.