I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano in rialzo in scia al forte aumento dei prezzi del petrolio, pari all'8% circa, dopo che le raffinerie dell'Arabia Saudita sono state attaccate da alcuni droni durante il weekend.
L'attacco, che è stato rivendicato dagli Huthi, ha portato al blocco di circa il 5% della produzione mondiale, corrispondente a 5,7 milioni di barili al giorno. La notizia ha avuto subito ripercussioni sul mercato del greggio, con il future sul Brent che, stanotte, ha toccato i 70 dollari, per poi ritracciare, dopo che il presidente degli Stati Uniti ha autorizzato il rilascio delle riserve strategiche di greggio.
Il colpo al cuore dell'industria petrolifera dell'Arabia Saudita ha ridotto la produzione di greggio di circa la metà e minaccia di aumentare considerevolmente i prezzi dell'oro nero. Inoltre, la tensione dei mercati, è aumentata dopo che le autorità locali, hanno comunicato che saranno necessarie alcune settimane per far tornare la produzione a pieno regime: tuttavia, gli Huthi, hanno fatto sapere che i siti sauditi continueranno ad essere un obiettivo di possibili ulteriori attacchi.
Secondo gli esperti, la Fed, annuncerà il taglio dei tassi di 25 pb durante la conferenza prevista mercoledì, ma il miglioramento dei dati sull’economia americana, l'allentamento delle tensioni commerciali con Pechino e l’aumento dell’inflazione, in seguito della crescita del prezzo del petrolio, sta ridimensionando le aspettative di un ulteriore accomodamento monetario.
Infine sul fronte italiano, lo spread Btp/Bund è sceso a 132 pb in seguito all'annuncio del nuovo programma di Qe da parte della Bce e, gli analisti, non escludono la possibilità che possa scendere a 120 pb nelle prossime settimane.