L’aumento dei timori sulla possibile caduta nei prossimi giorni del governo Conte sta tenendo sulla corda il mercato obbligazionario italiano, con lo spread Btp/Bund che chiude in netto allargamento a quota 209,3 pb. L’incremento del differenziale è limitato dal contemporaneo rialzo del tasso del Bund (ora al -0,55%): a innescare il movimento sono state alcune indiscrezioni secondo cui la Germania starebbe valutando di invertire la politica di bilancio di austerità, emettendo nuovo debito per finanziare un significativo pacchetto che comprenda anche un programma di contrasto ai cambiamenti climatici. Sul fronte italiano, il rendimento del Btp decennale sale di 11 pb all’1,54%, facendo peggio degli altri bond sovrani dell’Eurozona, che registrano in media aumenti dei tassi di 3-4 punti. La nuova ondata di incertezza politica è iniziata dopo il voto sulla Tav, che ha sancito la spaccatura tra i due partiti di maggioranza (Lega e M5S). Stamani il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è salito al Quirinale per un colloquio di circa un’ora con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, per fare il punto della situazione dopo le ennesime turbolenze tra gli alleati. In seguito la Lega ha diffuso una nota, in cui si legge che l’unica alternativa a questo governo è quella di ridare la parola agli italiani con nuove elezioni. Gli esperti ritengono che la prima data utile per un voto sarebbe verso la seconda metà di ottobre, a ridosso della sessione di bilancio: questo scenario è molto preoccupante per il mercato e finirà per rendere ancora più vulnerabili i Btp nei prossimi giorni. Le uniche notizie positive per gli operatori arrivano dall’Europa grazie al bollettino della Bce, dove si trova una conferma della futura linea accomodante.