Le letture deludenti degli indici Pmi dell’Eurozona e dell’Ifo tedesco mantengono viva l’avversione al rischio sul mercato obbligazionario europeo, con il rendimento del Bund in calo al -0,11%, a un passo dai minimi del 2019. Secondo l’Istituto Ifo, la fiducia delle imprese tedesche a maggio è peggiorata rispetto alle attese: ciò indica che la maggiore economia europea sta perdendo spinta dopo la solida crescita di inizio anno. Il loro indice, molto seguito dai mercati, è sceso a 97,9 da 99,2 di aprile, deludendo le aspettative del consenso (99,1). Allargando l’orizzonte all’Eurozona, il Pmi composito (che combina manifattura e servizi) ha segnato a maggio 51,6 nella stima preliminare da 51,5 del mese precedente (consenso a 51,7). I due indici Ifo e Pmi confermano che la sostenuta crescita europea del primo trimestre era dovuta a effetti non ricorrenti e che l’economia sarà più debole nel secondo trimestre, con la Germania che potrebbe addirittura vedere un calo congiunturale del Pil. Inoltre, queste letture macroeconomiche non brillanti pesano in particolar modo sui Btp, che vedono il loro rendimento in salita al 2,65%; di conseguenza, lo spread si è portato a quota 277,871 pb, anche a causa dei continui botta e risposta tra Di Maio e Salvini. Un altro driver dell’obbligazionario è ancora rappresentato dai rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina, che rimangono in una fase di stallo soltanto apparente. Infatti, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin si è riunito oggi con Walmart e con altri importanti gruppi americani per capire come alleviare gli effetti dolorosi sui conti se il presidente Donald Trump dovesse estendere il conflitto dei dazi alla fase 4 (25% di tasse su altri 300 miliardi di dollari di beni).