Il discorso di Mario Draghi, continua a influenzare positivamente i mercati: lo spread Btp/Bund, infatti, si attesta in contrazione a 218,655 punti base rispetto ai 230,302 della chiusura di ieri. Gli effetti positivi post conferenza della Bce, sono attribuibili al comportamento accomodante da parte dell'istituto di Francoforte. A riguardo, sostiene Francois Rimeu, Head of Multi Asset & Senior Strategist di La Francaise, che "Ciò è positivo nel breve termine per l'obbligazionario europeo, soprattutto per i Paesi della periferia". Il riscontro, infatti, si ha analizzando i rendimenti dei Btp/bund: quello dei decennali italiani continua il percorso di decrescita raggiungendo, in chiusura, quota 2,61 con una netta diminuzione di -5,12%. Giornata positiva anche per i Bund tedeschi che, dopo aver superato quota 0,50 nei giorni scorsi, registrano un rendimento di nuovo al di sotto di 0,40 con uno 0,39 in netta contrazione di -8,78%. La Bce ha si delineato la guida di uscita del piano Qe ma, ha anche annunciato che "l'estensione del piano di acquisto negli ultimi tre mesi dell'anno sará infatti di 15 mld euro " e non di 10 mld, come ipotizzato nei giorni scorsi. Il presidente della Banca centrale, "è riuscito ad essere ancora piú accomodante rispetto alle due possibilitá pre riunione, ovvero annunciare la fine del QE o rimandare la decisione a luglio", afferma Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners. "I mercati sono rimasti sorpresi da una posizione piú accomodante del previsto, da parte della Bce" spiega infine Garland Hansmann, Portfolio Manager di Investec Asset Management. Secondo l'esperto, "annunciando che i tassi principali rimarranno a livelli storicamente bassi fino all'estate del 2019, la Bce ha stroncato qualunque fantasia riguardo una precoce stretta monetaria".