Il differenziale Btp/Bund tratta in chiusura a 299,45 punti base, rispetto all’ultimo riferimento della giornata di ieri. A incrementare le tensioni sul mercato sono le dichiarazioni rilasciate da Claudio Borghi nella mattinata. L’esponente della Lega Nord e presidente della Commissione Bilancio della Camera ha ribadito l’ipotesi di un’uscita dall’euro dall’Italia come soluzione dei problemi del Paese, ma subito smentito dallo stesso nel corso della giornata.
Nonostante il rendimento del Btp decennale sia arrivato al 3,44%, gli analisti sostengono che i titoli di Stato dei Paesi della periferia dell’Eurozona non sembrano essere sensibili all’effetto contagio da parte dei Btp. Benjamin Schroeder, rates strategist di Ing ritiene che l’outlook dell’Eurozona non sia paragonabile con quello negli episodi precedenti alla crisi. Contrariamente, gli esperti di Goldman Sachs credono che le tensioni sul mercato italiano possano avere effetti sui mercati finanziari globali.
Un operatore a MF-Dow Jones pone l’attenzione sui titoli a breve scadenza che registrano un violento rialzo del rendimento e ciò sta a significare che il mercato sta tornado a prezzare un rischio che Roma decida di uscire dall’euro. Secondo l’esperto il ritorno di Giovanni Tria a Roma può far pensare ad una rottura tra Italia e Europa, determinando le vendite sui Btp.
Il vice-presidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, ha commentato la manovra italiana ritenendola non coerente con il Patto di Stabilità e crescita, ma si aspetta che il governo italiano riporti il bilancio in linea con le regole.
Riferendosi alla manovra 2019, le stime di Ubs sono più prudenti rispetto a quelle annunciate dall’esecutivo in merito al miglioramento del rapporto debito/Pil.