La giornata odierna sul mercato obbligazionario europeo è stata caratterizzata da un’intensa attività sul fronte primario, con Germania, Portogallo, Italia e Spagna impegnate nel collocamento di titoli di Stato. In particolare, le aste di Bund tedeschi e di Ot portoghesi hanno registrato rendimenti al minimo storico; Berlino ha collocato 2,55 miliardi di euro di Bund al 2029, con un tasso di finanziamento al -0,24% rispetto al -0,07% dell’ultima emissione. Al momento, anche sul mercato secondario, il rendimento del Bund a dieci anni tratta al -0,24%. Positivo anche il risultato dell’asta di Bot a 12 mesi, in cui il Mef ha venduto 6,5 miliardi di euro di titoli con un rendimento in discesa di 5 pb allo 0,069%, registrando richieste di poco inferiori ai 10 miliardi. Dunque, tassi in calo e domanda solida. Tuttavia, dopo il collocamento nel primo pomeriggio del nuovo Btp 2040, gli occhi sono puntati sulle aste di medio - lungo termine di domani. Il collocamento via sindacato bancario del nuovo benchmark a 20 anni (in scadenza nel marzo 2040) si è concluso positivamente, con una domanda superiore ai 24 miliardi di euro; la guidance di prezzo è stata fissata 12 pb sopra al Btp 2038. Con riferimento allo spread Btp/Bund, la pressione dei collocamenti ha riportato in netto allargamento il differenziale, che chiude a 266,9 pb. Pesa anche la politica, con le indiscrezioni su una richiesta di proroga da parte del governo italiano all’Ue sulla procedura di infrazione e l’esito apparentemente inconcludente del vertice di maggioranza sull’economia. Inoltre, il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha dichiarato, a proposito dell’Italia, che applicherà rigidamente le regole nel caso in cui il nostro Paese non dovesse rispettare i criteri.