Lo spread Btp/Bund tratta ancora in ribasso a 155,717 punti base nella seduta odierna, rispetto alla chiusura di ieri a 160,088. Il programma e le priorità del nuovo premier, Paolo Gentiloni, sembrano stabilizzare ulteriormente il sentiment sull’obbligazionario nelle prime ore del suo governo. In via di definizione anche un piano di salvataggio delle banche, a partire dalla ricapitalizzazione di MPS, dopo che la Banca Centrale Europea, seppur non ancora formalmente, ha deciso di negare una proroga per l’aumento di capitale. Stabilità che si riflette direttamente sui rendimenti dei titoli italiani, con il decennale che rende oggi l’1,901% rispetto al 2,008% della seduta precedente. Identica situazione per i bond spagnoli, portoghesi e greci, con la tensione sui periferici che sembra alleviarsi, anche se nel breve termine i rischi politici continuano a destare l’attenzione. Dal comparto bancario arrivano notizie rilevanti direttamente dal piano industriale di Unicredit, con la formalizzazione di un aumento di capitale da ben 13 miliardi, la chiusura di numerose filiali e 6.500 nuovi esuberi. Infine, sul fronte americano, nella giornata di domani la Fed annuncerà, con ogni probabilità, il rialzo del costo del denaro, compatibilmente con la buona situazione del mercato del lavoro americano e le prospettive crescenti sull’inflazione. Nessuna novità dunque per i mercati sul fronte dei tassi, mentre il focus degli investitori si sposta sulla futura politica del neo eletto Donald Trump, che potrà influenzare le prossime decisioni della Banca Centrale. (riproduzione riservata)