Lo spread Btp/Bund tratta oggi a 184,132 punti base, in lieve diminuzione rispetto ai 186,627 della chiusura precedente. I rendimenti dei titoli di stato italiani tornano a scendere dopo i recenti rialzi, con il decennale che oggi rende il 2,283% rispetto al 2,322% registrato ieri. Sul fronte americano, invece, i Treasury Notes trattano ancora poco mossi, con il titolo a 10 anni che oggi ripaga il 2,475% (precedente 2,483%). Nel frattempo, giungono notizie positive dai dati macroeconomici: secondo le stime preliminari di Eurostat, a gennaio l’inflazione dell’eurozona ha raggiunto l’1,8% su base annuale, in netto rialzo rispetto al precedente 1,1% registrato a dicembre. La crescita dei prezzi è stata trainata dagli aumenti dei prodotti energetici (+8,1%), mentre l’inflazione core è rimasta pressoché invariata nel mese di gennaio. Nel frattempo, i falchi della Bce continuano a esercitare pressione affinché vengano al più presto riviste le misure di allentamento monetario fissate in precedenza. Tuttavia, l’attuale trend rialzista dell’inflazione, pur vicino all’obiettivo del 2%, dovrà dimostrarsi tale anche nei prossimi 18-24 mesi affinché la Bce decida di arrestare le politiche monetarie non convenzionali. Buone notizie anche sul mercato del lavoro dell’eurozona, con il tasso di disoccupazione che a dicembre raggiunge i minimi dal 2009 al 9,6%, rispetto al 9,7% del mese precedente (consenso 9,8%). In sottofondo, il focus degli investitori è sempre rivolto ai numerosi appuntamenti elettorali previsti nel corso del 2017, con i partiti euroscettici che hanno raggiunto un numero crescente di consensi. Un ulteriore elemento di criticità deriverà anche dalla politica economica altamente protezionistica attuata da Donald Trump e delle conseguenze che ne scaturiranno. (riproduzione riservata)