Nella giornata di oggi, l’attenzione del mercato obbligazionario si focalizza sul report del mercato del lavoro statunitense. Le aspettative degli analisti sull’occupazione sono state ampiamente superate. Il dato più rilevante riguarda l’aumento dell’occupazione non agricola nel mese di gennaio, che raggiunge quota 227 mila, con il consenso fermo a 175 mila. Nel contempo, tuttavia, si rileva un livello dei salari medi inferiore alle attese (0,1% contro 0,3%) e un ritocco verso l’alto del tasso di disoccupazione che si assesta al 4,8% rispetto al 4,7% registrato nel mese precedente. La compresenza di dati contrastanti comporta una situazione di incertezza nell’economia Usa, legittimando ulteriormente sia la scelta del Fomc di mantenere invariato il livello dei tassi che i dubbi della Fed su un aumento nel breve termine degli stessi. Dopo la notizia, il mercato obbligazionario Usa vira in negativo; in particolare il rendimento del T-bond decennale, dopo essere stato a lungo in territorio positivo ed aver superato quota 2,49%, scende sotto il 2,44%. Nel frattempo, in Europa, il mercato relativo ai bond governativi è poco mosso, mentre lo spread Italia/Germania si presenta in lieve allargamento dopo la buona giornata vissuta ieri, raggiungendo i 182,03 bps rispetto ai 180,29 della chiusura precedente. Il mercato non ha risposto ai dati sulle vendite al dettaglio dell’Eurozona, che a dicembre sono scese dello 0,3%, valore nettamente inferiore al +0,3% previsto. Tuttavia per la Bce tale calo può essere preoccupante, in quanto l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe indebolire in primis la spesa dei consumatori e di conseguenza anche le pressioni inflazionistiche nel lungo termine, a meno che non sia controbilanciato da un aumento dei salari. (riproduzione riservata)