Spread in netto calo nel giorno che precede l’evento clou di questa settimana, ovvero la presentazione della proposta targata Commissione EU in tema di Recovery Fund. L’Italia non può far altro che incrociare le dita, mentre emergono i primi dettagli del nuovo piano della Commissione, la quale dovrebbe optare per una quantità consistente di contributi “a fondo perduto” (circa il 65%), erogando la restante parte di liquidità sotto forma di prestiti, in linea con quanto auspicato dai paesi frugali, restii a procedere ad una mutualizzazione del debito dati i rispettivi rapporti debito/PIL ben più che sostenibili (si va dal 35% della Danimarca fino al 79% dell’Austria). È ovvio dunque il perché tali paesi siano i più fermi oppositori della proposta franco-tedesca, che dovrebbe comunque venire alla luce seppur con qualche modifica, in primis sull’orizzonte temporale, fissato ad un massimo di 2 anni.
Nel frattempo, lo Spread beneficia delle nuove, rassicuranti dichiarazioni che giungono dalla BCE e chiude a 198,43 punti (-8,84). Stavolta a iniettare fiducia sui mercati ci ha pensato Villeroy, che ha evidenziato la possibilità di un nuovo stimolo monetario. L’istituto di Francoforte, criticato a inizio pandemia per alcune mosse poco decise, sembra ad oggi il porto più saldo in un mare di incertezze e sta agendo soprattutto mediante un “effetto placebo” che, per ora, sembra bastare agli spread europei. I Paesi membri, fiduciosi già dalla creazione del Pandemic Crisis Support, sono consapevoli che tale programma potrebbe offrire le condizioni necessarie anche per l’attivazione delle OMT qualora fosse necessario, oltre che garantire un bazooka da 250mrd da usare, a differenza del MES, senza condizionalità di tipo macroeconomico.