In chiusura, lo spread Btp/Bund si è allargato a 168,958 punti base, con il rendimento del decennale italiano salito fino all'1,44% nel finale di seduta.
I Btp hanno subito le incessanti tensioni politiche nel governo e l'avvicinarsi dell'importante test delle elezioni in Emilia Romagna, nonché i massicci collocamenti dei giorni scorsi. In sole due sedute, infatti, il Mef ha raccolto quasi 14 miliardi di euro, senza il supporto dei rimborsi. Nel collocamento di ieri, secondo gli analisti, la forte domanda sottolinea la solidità della richiesta di titoli governativi italiani, che dovrebbe portare a una compressione degli spread nei prossimi mesi. Il tasso di finanziamento del Bund decennale è sceso di un punto a -0,22%, non lontano dai massimi recenti, toccati grazie al complessivo miglioramento del contesto economico e politico.
Nei verbali della riunione della Bce, diffusi oggi, è stato evidenziato come, i rischi per l'outlook economico dell'Eurozona, siano orientati al ribasso con una stabilizzazione della crescita su un livello moderato. Secondo gli esperti, nel corso del 2020, la Bce non modificherà la politica monetaria finchè l'economia della zona euro rimarrà stabile ed, alcuni governi, intensificheranno gli stimoli fiscali.
Nel corso del meeting sono state espresse preoccupazioni in merito al potenziale impatto dei tassi di interesse negativi sulle famiglie dell'area dell'euro.
Tuttavia, i membri del Consiglio ritengono che i tassi non abbiano ancora raggiunto il cosiddetto tasso di inversione, sotto il quale il loro effetto diventa negativo. Sul fronte dell'accordo Usa-Cina, dopo la firma dell’accordo di “Fase 1”, gli operatori attendono il proseguimento dei negoziati in quanto rimangono in vigore ancora 360 miliardi di dollari di dazi su beni cinesi.