Nella giornata odierna, il mercato obbligazionario ha fatto i conti con le parole del presidente della Bce Mario Draghi, che nel discorso di apertura del Forum di Sintra ha sorpreso il mercato con un approccio più accomodante delle attese. Il presidente ha, di fatto, rilanciato il suo ormai celebre "whatever it takes", ribadendo che l’istituto di Francoforte non è privo di munizioni nel caso in cui non ci fosse un miglioramento delle prospettive dell’economia: c’è spazio per un taglio del costo del denaro, un sistema di tassi di deposito su più livelli e un programma di Qe. Le parole di Super Mario hanno avuto un impatto immediato sul valutario (l’euro si è indebolito a fronte di un possibile futuro taglio dei tassi); successivamente, anche i bond hanno reagito in maniera significativa, con il rendimento del Bund decennale che ha aggiornato il minimo storico al -0,325%. Il tasso di finanziamento sul Btp italiano è in calo di 19 pb al 2,10%, mentre lo spread sui due decennali chiude in netta contrazione a 243,3 pb. I dati usciti poco dopo l’intervento di Draghi hanno giustificato il suo tono da colomba. Infatti, sul fronte macro, l’inflazione dell’area euro a maggio ha continuato a rallentare, spingendosi verso il minimo dell’ultimo anno. L’Eurostat ha pubblicato stamani il dato finale di maggio, pari all’1,2% su base annua rispetto all’1,7% registrato in aprile (sul mese la crescita è stata dello 0,1%); gli economisti avevano previsto un aumento dei prezzi dello 0,2% e dell’1,2%, rispettivamente su mese e su anno. Inoltre, l’indice Zew relativo alle attese economiche in Germania è crollato a -21,1 punti a giugno rispetto ai -2,1 punti di maggio, facendo nettamente peggio del consenso degli economisti (-5 punti).