I rendimenti obbligazionari dell'Eurozona restano in lieve calo, dopo i dati negativi sulla produzione industriale tedesca, in calo dello 0,6% m/m rispetto al +0,4% previsto precedentemente.
In particolare il crollo della produzione industriale dell'Eurozona, guidato da un arresto delle esportazioni, ha impattato negativamente sulla crescita del Pil, la cui crescita nel secondo trimestre del 2019 si è dimezzata rispetto al periodo precedente. Il settore industriale europeo ha infatti riportato un indebolimento della produzione dall'inizio del 2018, soprattutto a causa del raffreddamento della domanda e del calo delle vendite all’estero, quest’ultimo riconducibile alle incertezze sulla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti..
Nel frattempo, lo spread Btp/Bund tratta in lieve allargamento a 151 pb. L’aumento del differenziale rispecchia i timori degli investitori sulla possibilità che la Bce non avvii un nuovo programma di Qe, oltre che una presa di profitto successiva alla recente forte contrazione.
Gi esperti vedono, grazie al nuovo Governo, una possibilità maggiore che l’Italia instauri relazioni costruttive con l’Unione europea in merito alla questione del bilancio e si aspettano che la retorica euroscettica venga messa da parte. Tuttavia un’agenda fiscale basata sul proseguimento delle politiche di ridistribuzione, in un momento in cui l'economia è stagnante, probabilmente non migliorerà la crescita del Pil italiano e questo limita la valutazione di rating sul credito.
Per la giornata odierna è atteso il giudizio di Moody’s sul rating dell'Italia, attualmente a Baa3, ultimo del segmento investment grade, con outlook stabile, che verrà pubblicato dopo la chiusura dei mercati italiani.