Nella seduta odierna, la pressione sui tassi dei Btp non sembra allentarsi con lo spread Btp/Bund che ha chiuso in netto allargamento a 168,373 punti base, sui massimi da agosto. A pesare sui titoli italiani è stato l’avvertimento di Moody’s sulla debole crescita dell’Italia, notevolmente inferiore alla maggior parte dei Paesi della zona euro. La crescita del Pil reale raggiungerà un esiguo +0,2% quest'anno, seguita da un tiepido 0,5% nel 2020 e da uno 0,7% nel 2021, indicando che il Paese è entrato in una fase di stagnazione dal secondo trimestre 2018. Le cause sono riconducibili all'incertezza politica del Governo PD-M5S ed a seguito del rallentamento del commercio e del protezionismo globale. Nonostante la debole crescita in Italia, secondo Moody’s, una crescita stabile dell'occupazione sosterrà la crescita dei consumi delle famiglie mentre, una minore incertezza politica e condizioni di finanziamento più favorevoli, dovrebbero supportare l'attività economica. Tuttavia il reddito di cittadinanza, provvedimento sostenuto dal M5S, contribuirà meno del previsto alla crescita dei consumi, dal momento che l'ammontare della somma si è rivelato inferiore di quanto inizialmente stimato.
Nel frattempo i rendimenti sono in lieve calo nel resto dell'Eurozona (il tasso del Bund è sceso a -0,35%), con la propensione al rischio penalizzata dalle indicazioni poco positive in materia di commercio.
Tuttavia gli analisti sono rimasti sorpresi dai dati sul Pil tedesco, che hanno rivelato che, la Germania, ha evitato la recessione tecnica nel 3° trimestre, con un aumento del Pil dello 0,1% t/t. Sebbene la recessione tecnica sia stata evitata, il Paese è entrato in stagnazione ed il quadro di debole crescita porrà un limite a qualsiasi rimbalzo del Pil tedesco nel 2020.