I tassi obbligazionari dell'Eurozona hanno chiuso la seduta in lieve calo, dopo i deludenti dati macroeconomici dell'area euro e il discorso del presidente della Bce, Draghi, che ha difeso la ripresa del Qe.
Il rendimento del Bund tedesco chiude in discesa di un punto al -0,4%, mentre lo spread Btp/Bund chiude poco mosso a 130,964pb.
La riunione odierna della Bce è stata l'ultima dell'attuale presidente Mario Draghi che, dopo otto anni a capo dell'Istituto, ha cambiato il modo di condurre la politica monetaria nell’Eurozona. Durante la conferenza stampa, Draghi, ha ribadito che la necessità di mantenere una posizione ampiamente accomodante della politica monetaria per un periodo di tempo prolungato, al fine di sostenere le deboli pressioni inflazionistiche e portare a un'accelerazione dell'indice dei prezzi al consumo nel medio termine. A livello macro, l'economia della zona euro ha aperto il quarto trimestre dell'anno vicina alla stagnazione. Il Pil reale dell'Eurozona è stato confermato in crescita dello 0,2% t/t nel secondo trimestre del 2019, in calo rispetto all'incremento dello 0,4% durante il periodo precedente. Questo rallentamento dell'espansione riflette principalmente la debolezza del commercio internazionale in un contesto di persistenti incertezze globali, che continuano a pesare sul settore manifatturiero dell'area euro frenando la crescita degli investimenti. Il Governatore si è, poi, espresso positivamente sull’impatto dei tassi negativi giudicandoli essenziali per sostenere la crescita e l’occupazione. Al fine di mitigare gli effetti collaterali sul settore bancari, derivanti dalle presenza di tassi sotto zero per un prolungato periodo di tempo, il Consiglio ha annunciato l’introduzione di un sistema di tassi su più scaglioni.