Giornata negativa per lo Spread che chiude in deciso allargamento a 188,3 punti, +8,5 rispetto a ieri. Tale perfomance, dovuta a molteplici fattori, rispecchia una situazione che nonostante i diversi aiuti che stanno giungendo dalle istituzioni europee rimane ancora decisamente critica. Oggi nell’Economic Outlook i dati relativi al Pil italiano del 2020 hanno mostrato una contrazione prevista dell’11,3%, scenario tra l’altro tra i migliori poiché non tiene conto del riacutizzarsi della pandemia. Se così fosse, il crollo potrebbe arrivare a sfiorare i 14 punti percentuali.
A tali perplessità si aggiungono quelle legate al Recovery Fund; il piano della Commissione Eu, accolto positivamente da gran parte dei paesi membri così come dalla BCE, prevede l’attuazione dello stesso solo in caso di giudizio unanime. Dopo i rifiuti da parte dei paesi frugali, contrari a mutualizzare il debito europeo, molto verosimilmente il piano dovrà essere riadattato e, di conseguenza, depotenziato. Inoltre, secondo voci ancora da confermare, la stessa Germania starebbe pensando di fare marcia indietro e richiedere l’adozione del piano come da lei stessa presentato e non con le modalità invece proposte dalla Commissione.
Nel frattempo, sono giorni ricchi di aste su tutto il fronte europeo: Germania e Finlandia stanno portando avanti emissioni di obbligazioni via sindacato, dopo che ieri Irlanda, Grecia e Spagna hanno collocato complessivamente 21mrd di bond sovrani. La domanda del Bund tedesco con scadenza 2050 ammonta a circa 44mrd di euro mentre quella del nuovo titolo ventennale finlandese a 31mrd. Il MEF ha collocato circa 7mrd di Bot a un anno, con rendimenti in calo di oltre venti punti base allo 0,014% e una domanda per oltre 12mrd.