Lo spread Btp/Bund chiude in lieve contrazione a 253,7 pb, con i titoli italiani che continuano a beneficiare della caccia ai rendimenti da parte degli investitori: questa assidua ricerca sta in parte compensando l’accresciuta incertezza politica sulla dinamica dei conti pubblici. Nelle ultime due settimane, gli investitori hanno fatto registrare una domanda solida per il debito pubblico italiano, sostenuta dalla possibilità di un nuovo allentamento nella politica monetaria della Bce; tuttavia, i rischi sul nostro mercato obbligazionario non sono ancora scomparsi e potrebbero subire una nuova escalation. Infatti, molti sono i fattori che sarebbero in grado di mettere a rischio il rating italiano: la legge di Bilancio 2020, la tenuta del governo, la proposta di emissione di miniBot e l’apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’Ue. Al momento, il tasso di finanziamento del Btp decennale è in calo al 2,29%, nonostante il nuovo record per il debito pubblico italiano, che ad aprile è aumentato di 14,8 mld rispetto al mese precedente (risultando pari a 2.373,3 mld). Sul resto del mercato obbligazionario europeo, la seduta si è svolta all’insegna della prudenza: i rendimenti del Bund salgono di un punto base, ma rimangono saldamente in territorio negativo, al -0,24%. L’attenzione degli investitori europei è ora concentrata sul Forum della Bce di Sintra, con aspettative in crescita per nuove misure di stimolo da parte dell’Eurotower. In particolare, gli operatori si chiedono se la Bce riuscirà a convincere il mercato di avere abbastanza strumenti da agire e ribaltare gli attuali trend: essi si aspettano una conferma della retorica da colomba e un’enfasi sullo studio dei cambiamenti strutturali che condizionano i tassi reali.