I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona hanno chiuso in rialzo, con il costo di finanziamento del Bund decennale in aumento di quattro pb al -0,22% mentre lo spread Btp/Bund ha terminato la seduta in contrazione a 160,119 pb. Il rialzo dei tassi è riconducibile alla diminuzione del rischio di recessione dei Paesi dell’Eurozona, nonché dai dati macro provenienti dalla Germania. Lo slancio nel settore manifatturiero tedesco sembra mostrare segni di stabilizzazione, dopo che la produzione industriale tedesca è cresciuta dell'1,1% a novembre.
Alcuni esperti osservano con cautela gli ultimi dati sull'attività industriale tedesca in quanto, mentre la produzione industriale è aumentata in modo significativo a novembre, le esportazioni sono diminuite fortemente. L'allentamento monetario globale, la tregua commerciale Usa-Cina e le migliori prospettive di una Brexit ordinata spingono i mercati a mostrarsi fiduciosi riguardo ad una moderata ripresa economica nel 2020. Tuttavia, mentre gli operatori prevedono un rafforzamento degli indicatori anticipatori di crescita nei prossimi due mesi, saranno necessari nuovi stimoli fiscali al fine di rafforzare l’economia. Sul fronte Usa-Iran, sebbene ieri, il presidente Trump, abbia tranquillizzato i mercati, gli operatori temono nuovi attacchi iraniani. L'uccisione di Soleimani, infatti, non appare come un episodio isolato ma è seguita alla cancellazione dell'accordo nucleare, l'attacco di droni agli stabilimenti sauditi e agli episodi nel Golfo di Hormuz, e all'assalto all'ambasciata Usa di pochi giorni fa. Secondo le ultime indiscrezioni di stampa, il capo delle forze aerospaziali dei Pasdaran, ha annunciato l’inizio di una serie di attacchi in tutta la regione per costringere gli Usa a ritirare le truppe.