Lo spread Btp/Bund ha chiuso in allargamento a 164,718 punti base nella prima seduta del nuovo anno, dopo la pubblicazione del debole Pmi manifatturiero, europeo ed italiano, relativo al mese di dicembre.
Il manifatturiero dell'Eurozona ha registrato un crollo della produzione dell’1,5% nel quarto trimestre, trascinando al ribasso l'intera economia. Il mercato ritiene che la ripresa economica sia ancora lontana, alla luce della significativa contrazione dei nuovi ordini, della riduzione delle giacenze da parte delle imprese e del taglio del personale. Solamente i consumi della famiglie hanno registrato una maggiore domanda a dicembre, confermando come questi rappresentino un sostegno importante per l'economia. Indici negativi anche per l’Italia, con la contrazione sempre più marcata dell'attività economica nel settore manifatturiero, con un netto peggioramento delle condizioni operative. In dettaglio il Pmi manifatturiero italiano è sceso a dicembre a 46,2 punti dai 47,6 punti di novembre.
Tuttavia, gli economisti evidenziano come le imprese manifatturiere italiane siano rimaste generalmente ottimiste su una ripresa durante i prossimi 12 mesi. Il livello di fiducia futura, infatti, è aumentato al livello più alto in cinque mesi a seguito della speranza di una migliore domanda nei prossimi mesi. Tornando all’obbligazionario, i titoli di Stato italiani sono destinati a registrare una performance peggiore rispetto a quelli spagnoli e tedeschi. I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona hanno chiuso in calo, con il rendimento del Bund che è sceso al -0,22%. Sullo spread Btp/Bund pesano, anche, le elezioni regionali di fine mese in Emilia Romagna e Calabria oltre alle incertezze su una possibile frammentazione del M5S.